C’ è o no un accesso di Perplexity nei server di Amazon Store tramite la sua Agentic AI Comet?

la risposta è negativa per l’appello del 9 circuito 4 agosto 2026, No. 26-1444, Amazon [A.] v. Perplexity [P.]. Il broweser Comet di P. che può funzionare come Agentic AI, infatti, da un lato è vero che entra nel sito di A. ma lo fa solo su istruzione dell’utente; dall’altro, trasmette poi a P. screenshot dei prodotti di interesse dell’utente dopo averli caricati nel PC di questi, per cui P. non effettua alcun accesso ai server di A.

La normativa di riferimento è il Computer Fraud and Abuse Act codificato nel 18 U.S. Code § 1030 (da noi suppergiù l’art. 615 ter cp).

Dall’amicus brief riportato in sentenza:

When a user visits a website, only . . . the browser . . . communicates with the website’s server. Specifically, when a user visits an Amazon.com webpage, the browser requests the contents of the page from Amazon’s server and displays the page to the user. If the user activates the Assistant, the Assistant will analyze the contents of the page that has been displayed by the browser on the user’s computer. . . . If necessary to carry out the task requested by the user, the Assistant may communicate the user’s instructions, along with information received from the browser pertaining to the page accessed by the user and any potentially relevant browsing history, to Perplexity’s AI servers. Perplexity’s servers never directly access Amazon’s servers.

per cui osserva la corte:

“What is clear from this description—and how the parties themselves describe the systems at issue—is that Perplexity itself does not directly communicate with Amazon’s servers.
We must nevertheless determine whether Perplexity accesses Amazon.com through the Assistant. The CFAA’s plain language suggests the Assistant itself cannot “access” Amazon’s servers. The relevant provision of the CFAA punishes “[w]hoever . . . intentionally accesses” a “protected computer.” 18 U.S.C. § 1030(a)(2) (emphasis added). In other words, the CFAA contemplates access by a person. However advanced the Assistant currently is, it is a tool, not a person for statutory purposes”.

e poi:

“It is the user who “accesses” Amazon’s computers, with the help of the Assistant to carry out specific acts on Amazon.com. To be sure, Perplexity may receive screenshots of the user’s browser and may communicate instructions to the Assistant. But those activities, by themselves, do not mean that Perplexity has “accessed” (gained entry) to Amazon’s servers”.

Strana (“perplessa”) motivazione. O la ragione è la necessità della persona fisica oppure è oscuro come mai l’azione del tool Comet non sia imputabile al soggetto Perplexity.

Da noi, non potrebbe essere corresponsabile ex art. 2055 cc? Se Comet è progettato proprio per gli accessi non autorizzati , come si fa a negare la responsabilità del suo produttore?

Notizia di Andrea Monti su Repubblica.

Obbligo di mantenimento dei figli anche quando non è certo il concepimento ma è stato colpevolmente ignorato

Cass. sez 1, 5 agosto 2026 n. 24.449, rel. Pazzi con interessanti inseggnamenti:

<<L’obbligo dei genitori di mantenere i figli sussiste per il solo fatto di averli generati e prescinde da qualsivoglia domanda, così determinandosi un automatismo tra responsabilità genitoriale e procreazione, che costituisce il fondamento della responsabilità aquiliana da illecito endofamiliare, nell’ipotesi in cui alla procreazione non segua il riconoscimento e l’assolvimento degli obblighi conseguenti alla condizione di genitore.

Il presupposto di tale responsabilità e del conseguente diritto del figlio al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali è costituito dalla consapevolezza del concepimento, che non si identifica con la certezza assoluta derivante esclusivamente dalla prova ematologica, ma si compone di una serie di indizi univoci (come la indiscussa consumazione di rapporti sessuali non protetti all’epoca del concepimento): ai fini del risarcimento del danno subito dal figlio, in conseguenza dell’abbandono da parte di uno dei genitori, occorre che quest’ultimo non abbia assolto ai propri doveri consapevolmente e intenzionalmente o anche solo ignorando per colpa l’esistenza del rapporto di filiazione.

Il genitore, il quale nel frattempo abbia assunto l’onere esclusivo del mantenimento del minore anche per la porzione di pertinenza dell’altro genitore, ha diritto di regresso per la corrispondente quota, sulla scorta delle regole dettate dagli artt. 148  e 337-ter  c.c., da interpretarsi però alla luce del regime delle obbligazioni solidali stabilito nell’art. 1299  c.c.; pertanto, il quantum dovuto in restituzione nel periodo di mantenimento esclusivo non può essere determinato sulla base dell’importo stabilito per il futuro nella pronuncia relativa al riconoscimento del figlio naturale, via via devalutato, in quanto l’ammontare dovuto trova limite negli esborsi presumibilmente sostenuti in concreto dal genitore che ha per intero sopportato la spesa, senza però prescindere né dalla considerazione del complesso delle specifiche e molteplici esigenze effettivamente soddisfatte o notoriamente da soddisfare nel periodo in considerazione, né dalla valorizzazione delle sostanze e dei redditi di ciascun genitore, né, infine, dalla correlazione con il tenore di vita di cui il figlio ha diritto di fruire, da rapportare a quello dei suoi genitori.

La violazione dell’obbligo del genitore di concorrere all’educazione ed al mantenimento dei figli è risarcibile equitativamente, attraverso il rinvio, in via analogica e con l’integrazione dei necessari correttivi, alle tabelle milanesi per il risarcimento del danno da perdita del rapporto parentale.>>

L’appello del 9° circuito afferma la liceità della parodia del famoso wiskey Jack Daniel’s da parte di Bad Spaniel’s

Jack Daniels vs Bad Spaniels: Funny Jokes and Free Speech | Patently-O

Continua la saga della lite tra il produttore del celebre wiskey Jack Daniel’s e l’imprenditore di giocattoli per cani , che ne mise in vendita uno riproducente in via  parodistica la celebre bottiglia del primo.

Ora il 9° circuito di appello 04.08.2026 n. 25-2027, VIP Products llc v. USA-JACK DANIEL’S PROPERTIES, INC., riformando l’opposta sentenza di primo grado, afferma che nessuna dilution per infangamento è possibile, dato il palese intento parodistico.

Notizia in bloomberg  e linkl diretto al testo.

Da noi probabilmente l’esito sarebbe stato analogo.  Secondo l’art. 20.1.c) cod propr ind, per l’illiceità serve l’indebito vantaggio dalla rinomanza altrui e senza giusto motivo (sempre che non ci sia il recar pregiudizio).

A parte che “indebito” e “senza giusto motivo” sono una duplicazione concettuale inutile e forse dannosa, comunque l’intento parodistico, se serio, costituirebbe giusto motivo e/o vantaggio che non può essere ritenuto indebito.