Dies a quo di decorrenza del risarcimento per malattia professionale: solo da quando si conosce sia malattia che nesso di causalità

Cass. sez. lav., 14/05/2026 n. 14.269 rel. Bogetich:

<<4. Questa Corte ha affermato (Cass. n. 13806/2023) che in materia di malattia professionale non può esservi decorrenza della prescrizione del diritto al risarcimento (come dell’indennizzo INAIL) senza la possibilità di conoscenza dell’origine professionale della malattia in base a presunzioni riferite alla stessa vittima (o al suo erede), non essendo allo scopo sufficiente la diagnosi dell’esistenza della malattia ed essendo invece necessaria la conoscenza o la conoscibilità ragionevole, probabile, della sua eziologia professionale desumibile da presunzioni ovvero da fatti esterni al soggetto ma certi, che secondo il modello delle presunzioni possano fungere da dati gravi, precisi e concordanti dello stesso presupposto, in quanto riferibili alla stessa vittima (come appunto la diagnosi di eziologia professionale e/o la domanda di prestazione assicurativa).

5. La Corte territoriale non si è conformata all’indirizzo giurisprudenziale richiamato in quanto ha individuato la data di decorrenza della prescrizione del diritto al risarcimento del danno iure hereditatis nella data di diagnosi della patologia sofferta dal de cuius senza indagare sul momento di acquisita consapevolezza da parte del lavoratore del nesso di causalità tra malattia e dedotto inadempimento datoriale>>.