La disciplina europea sulla preclusione dell’azione di nullità del marchio per tollerenza è armonizzata e non c’è spazio per diversi regimi nazionali

In sede di questione pregiudiziale, la Corte di Giustizia 01.08.2025, Lunapark Scandinavia Oy Ltd contro Hardeco Finland Oy, C-452/24 afferma che l’armonizzazione in tema  è totale: cioè , interpreterei, riguarda ogni fatto che estingua il diritto (o l’azione) , quando sia basato sul decorso del tempo.

Si tratta degli artt. 18 e 9.1-2 dir- 2015/2436 (da noi art. 28 cod propr. ind.).

<<Per quanto riguarda, in particolare, la preclusione per tolleranza nell’ambito di un procedimento di dichiarazione di nullità, la Corte ha dichiarato, al punto 33 della sentenza del 22 settembre 2011, Budějovický Budvar (C‑482/09, EU:C:2011:605), che l’articolo 9 della prima direttiva 89/104/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1988, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri in materia di marchi d’impresa (GU 1989, L 40, pag. 1), divenuto l’articolo 9 della direttiva 2015/2436, procede ad un’armonizzazione completa delle condizioni alle quali il titolare di un marchio posteriore registrato può conservare il proprio diritto su tale marchio quando il titolare di un marchio anteriore identico chiede la dichiarazione di nullità di detto marchio posteriore.

32      Tenuto conto che sia l’articolo 18, paragrafo 1, della direttiva 2015/2436 sia l’articolo 9, paragrafo 1 o 2, di quest’ultima, al quale rinvia la prima di tali disposizioni, riguardano un conflitto potenziale tra due marchi registrati, tale giurisprudenza relativa alla preclusione per tolleranza nell’ambito di un procedimento di dichiarazione di nullità è applicabile alla preclusione per tolleranza invocata nell’ambito di un’azione per contraffazione intentata contro un marchio registrato posteriormente.

33      Di conseguenza, l’articolo 18, paragrafo 1, di tale direttiva procede ad un’armonizzazione completa delle condizioni alle quali i diritti esclusivi conferiti da un marchio possono essere limitati in caso di inattività del suo titolare e prevede solo, a determinate condizioni, la tolleranza di un marchio posteriore registrato, ma non la tolleranza di un segno non tutelato che non conferisce alcun diritto esclusivo.>>

Si trattava di marchi nazionali.

Giustsamente Marcel Pemsel in Ipkat si chiede se ciò valga pure per il marchio europeo. La risposta dovrebbe essere positiva, non giustificandosi una diversità di trattamento